
I Circoli della libertà, dopo aver teso bene l'orecchio a quel che pensano oggi davvero i cittadini, hanno deciso di giocare a scottadito. Eh sì, che è proprio giocare a scottadito il voler raccogliere, in tutta Italia e secondo i dispositivi richiesti, le firme necessarie per presentare alle Presidenze delle Camere, come previsto dall'articolo 50 della Costituzione, una petizione popolare che chieda, da un lato, la riduzione dei costi della politica e degli apparati dello Stato e degli enti locali e, dall'altro, la riduzione delle spese di mantenimento della Presidenza della Repubblica, del Senato e della Camera dei Deputati. I Circoli non ce l'hanno con la politica, anzi, proprio perché credono fino in fondo a queste istituzioni democratiche, la vogliono difendere. Ma per difenderla è ormai indispensabile che anche le Istituzioni e la politica si rendano conto che è arrivato il momento di contenere le spese, perché non si vede il motivo per cui le nostre Istituzioni, per strutture, personale, apparati, appannaggi e via dicendo, debbano costare assai di più di quelle di altri paesi europei che, in quanto a democrazia, sono persino più avanti di noi. La nostra quindi non è una un'iniziativa demagogica o populista. Tutto il contrario. Rendere trasparenti questi costi e poi cercare di ridurli vuol dire riaprire il dialogo fra il paese reale e le sue Istituzioni. Perché la nostra Camera dei deputati deve costare il doppio di quella tedesca e quattro volte di più della Camera dei Comuni britannica? E perché una Istituzione come la Presidenza della Repubblica deve costare oggi al contribuente quattro volte di più di Buckingham Palace, che pure rappresenta la democrazia più evoluta d'Europa? E poi è ammissibile - tanto per dirne una, ma di esempi se ne potrebbero fare a centinaia - che alla regione Lazio vi siano oggi otto gruppi parlamentari formati da un solo consigliere, ma con relativo contorno di spese di segreterie, uscieri e auto blu? Ed è ancora ammissibile che i soli partiti costino, in Italia, alla Tesoreria di Stato, 200 milioni di euro l'anno contro gli 80 della Francia, i 133 della Germania, i 155 che si spendono, in Usa, per ogni campagna presidenziale?L'iniziativa dei Circoli non è contro la politica ma PER UNA POLITICA CHE, FACENDO LEVA SULLA TRASPARENZA DEI SUOI CONTI E DELLE SUE ATTIVITÀ e SULLA RIDUZIONE DEI COSTI, si avvicini finalmente al cittadino.
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